Aldo Mondino
Souk mondano
18.03 – 29.04.23


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Aldo Mondino

SOUK MONDANO

18/03 > 29/04/2023*

Opening 18/03 h 12:00 > 19:00


NP-ArtLab
Vicolo dell’Osservatorio 1/C
35122 - Padova (PD)


*Spazio espositivo privato
Mercoledì - sabato, 12.00 - 19.00

Per maggiori informazioni: info@npartlab.com


NP-ArtLab in collaborazione con Galleria Umberto Benappi di Torino e con Archivio Aldo Mondino, presentano “Souk mondano” dedicata al lavoro di Aldo Mondino, con un focus sulle opere influenzate dai suoi viaggi in Oriente. Artista eclettico e poliedrico, la sua pratica artistica ha attraversato diversi stili ed influenze, tra le quali l'arte europea del XX secolo,il surrealismo e la pop art, senza mai appartenere a gruppi o movimenti.
Mondino ha sempre rifiutato l’inquadramento in caselle storico-artistiche, anteponendo un approccio ricco di sperimentazioni sia in termini di materiali che di tecniche e soggetti. Una ricerca senza fine, un’ostinata necessità di sperimentare dando vita ad un lavoro eterogeneo e in perpetuo dialogo con la storia dell’arte.

Le opere in mostra alludono all’impatto che i viaggi compiuti dall’artista, in senso metaforico oltre che fisico, hanno avuto sullo sviluppo del suo lavoro. Mondino ha accompagnato questa sua flânerie con la curiosità e l’ironia che sono la cifra stilistica del suo lavoro, traducendo in termini mondiniani ciò che aveva visto durante le sue peregrinazioni. A partire dagli anni ottanta, gli spostamenti si intensificano, mettendolo di fronte a quello che lui stesso definisce “un Oriente che comincia dal Marocco e prosegue in Palestina, dove intravedo un affascinante parallelismo tra la preghiera e l’intensità dell’attenzione nel dipingere in modo concettuale.”

Da quest’analogia tra spiritualità e gesto pittorico nascono le opere dei “Dervisci”, soggetti danzanti dipinti su linoleum. I dervisci praticano la danza rituale caratteristica della tradizione turca eseguendo movimenti fluidi e circolari. Proprio la serie dei dervisci viene esposta nel 1993 alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva: in quell’occasione Mondino fu protagonista con una performance che vide coinvolti un gruppo di danzatori rotanti arrivati dalla Turchia. Il corpus di opere i dervisci, anche chiamati le turcate, in omaggio a Giulio Turcato, evidenziano la commistione armonica della pittura figurativa di stampo occidentale e la sintassi decorativa geometrica di derivazione mediorientale e asiatica.

A conferma delle influenze derivanti dagli incontri durante i suoi viaggi, Mondino raffigura mercanti e souk locali, la vera essenza della città, un mercato rivelatore dell'anima di un paese: ne cattura le fisionomie dei soggetti e i colori della frutta intervallati da pattern geometrici. La scelta del linoleum come supporto nella pittura è del tutto inconsueto ma conferma l’implacabile attitudine alla sperimentazione di Mondino. L’utilizzo di questo supporto sintetizza vari aspetti della poetica mondiniana a partire dall’utilizzo di una superficie altamente lavorata che rimandasse all’orientalismo fino alla costante ironia (il gioco di parole che vede lino ed olio come materiali più comunemente associati alla tradizione pittorica occidentale).

Una rivalutazione della materia vale anche per Iznik, la tecnica dello smalto su vetro che vuole ricordare i manufatti in terracotta della città turca Nicea: in questa serie di lavori la pittura diventa ceramica, traendo in inganno lo sguardo in questa metamorfosi della pittura che diventa altro. Lo stesso trompe l’oeil dei tappeti stesi e appesi alle pareti come panni messi ad asciugare, trasformano l’ambiente espositivo in un caratteristico souk. Questa serie di lavori vengono realizzati con colori vivaci su un materiale edile industriale, l’eraclite. La trama del supporto, pur essendo grezza, assume le sembianze di un nobile tappeto orientale grazie all’elaborazione di Mondino che ne deriva quadri-oggetti. L’illusione che ne consegue sfiora la perfezione e con questi lavori l’artista ci tramanda una narrazione composta da colori vividi e motivi decorativi di un affascinante universo sconosciuto.
L’approccio di Mondino con l’altrove non può essere ricondotto esclusivamente ad un fascino per l’esotismo ma sottintende una velata allusione ad esperire l’alterità culturale in opposizione al turismo di massa e all’accelerazione globale occidentale.

L’esposizione “Souk mondano” sarà corredata dalla pubblicazione di un catalogo.

Una selezione delle opere in mostra verrà inoltre presentata dalla Galleria Umberto Benappi in occasione della 27^ edizione di Miart 2023 (Milano, 14-16 aprile) all’interno della sezione established.



Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005.
Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di William Heyter, l'Ecole du Louvre e frequenta il corso di mosaico dell'Accademia di Belle Arti con Severini e Licata.
Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L'Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino.
Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museum fur Moderne Kunst - Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Trento (2000).
Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti Musei nazionali ed internazionali ed a numerose collezioni private.


Lettura classica
17.11 – 22.12.2022


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LETTURA CLASSICA

Con opere di Giorgio De Chirico, Alekos Fassianos, Giulio Paolini,
Salvo e Francesco Vezzoli

opening 17/11
17/11 > 22/12/2022*

NP Viewing room
Corso Monforte 23, Milano

*Spazio espositivo
Martedì - giovedì, 12.00 - 19.00 su appuntamento

Per maggiori informazioni: info@npartlab.com


NP Viewing room presenta una selezione di opere di artisti che si rifanno all’epoca classica ciascuno con la propria personale “lettura”. Capitelli, colonne, frammenti di statue classiche si alternano alla rappresentazione di libri e combattenti.
L’intento è di mostrare come ciascun artista ha sviluppato una tematica comune secondo la propria ricerca.

Al centro della stanza le tre sculture in gesso di Giulio Paolini (Genova, 1940) dal titolo “Proteo”, “Proteo (II)” e “Proteo (III)”,  realizzate nel 1971,  prendono il nome dal mutevole dio greco che aveva la capacità di trasformarsi in qualsiasi forma desiderasse. Perfetta rappresentazione della pratica concettuale ludica di Paolini, le tre sculture sono il risultato della disgregazione e successivo riassemblamento di un busto classico di Omero, come affermò lo stesso Paolini “non per ripristinare la sua fisiognomica ma piuttosto la porzione di spazio che occupava in origine”. Una lettura pittorica della classicità avviene nelle opere di Salvo (Leonforte, 1947 – Torino, 2015), in cui emergono rovine architettoniche e visioni di colonne classiche, studiate nei vari momenti del giorno e della notte con colori vivaci che segnano il ritorno alla pittura dell’artista dopo un periodo legato all’arte povera. Oltre ai suoi dipinti monumentali, emerge anche la rappresentazione di volumi in “8 libri” del 1986.
La memoria e il dialogo con il passato proseguono con l’opera di Francesco Vezzoli (Brescia, 1971) “Iolas the Great”(2020), un frammento di terracotta greca raffigurante Alessandro Magno come Dioniso di età ellenistica (circa III secolo a.C.) e in cui interviene con pittura acrilica. Quest’opera sottolinea la costante attenzione di Vezzoli all’importanza della conservazione del patrimonio artistico e archeologico.
Oltre ai riferimenti architettonici e scultorei classici, si inseriscono rappresentazioni di gladiatori e guerrieri con le opere “Combattimento” (1936-37) del padre della pittura metafisica, Giorgio De Chirico (Volos, 1888 - Roma, 1978) e con “Senza titolo” (1989), lavoro su carta del pittore greco Alekos Fassianos ( Atene, 1935 - 2022).
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ARTISTI

Giorgio De Chirico, Alekos Fassianos, Giulio Paolini, Salvo e Francesco Vezzoli

Interferenze
22.10 – 26.11.22


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Cinzia Campolese, Pietro Catarinella e Federico Polloni

INTERFERENZE
22/10 > 26/11/2022*

Opening 22/10 h 16:00 > 20:00


NP-ArtLab
Vicolo dell’Osservatorio 1/C
35122 - Padova (PD)


*Spazio espositivo privato
Mercoledì - sabato, 12.00 - 19.00

Per maggiori informazioni: info@npartlab.com


NP-ArtLab ha il piacere di presentare la mostra collettiva “Interferenze”, il cui titolo è un richiamo ad un’atmosfera digitale che si fonde con il reale e che vede la partecipazione di Cinzia Campolese, Pietro Catarinella e Federico Polloni.

Le opere in mostra lavorano sul concetto fisico di interferenza: una sovrapposizione di due elementi con relativa possibilità di sommarsi o di annullarsi a vicenda. Il riferimento va ad ogni effetto della sovrapposizione di due fenomeni della stessa natura che implichi la possibilità di un reciproco disturbo.
Si parla di Interferenza come relazione nel lavoro di Cinzia Campolese, come sovrapposizione nelle opere di Catarinella fino alla visione alterata verso mondi metafisici di Federico Polloni.
La mostra si sviluppa con uno sguardo al digitale in cui la presenza umana persiste e si mescola attraverso visioni distorte.

Cinzia Campolese (Lanciano (CH), 1987) presenta l’opera “Could you take a picture?” che invita il fruitore ad utilizzare i propri dispositivi mobili per scoprire cosa si cela dietro ad una visione ad occhio nudo. Gli smartphone permettono di vedere i pattern di interferenza creati inquadrando con il telefono lo schermo. Il titolo svela l’azione da compiere e ironizza sulla sempre più costante necessità di registrare le nostre vite attraverso il telefono.

Per la parte pittorica viene presentata una serie di lavori di Pietro Catarinella ( Roma, 1983) in cui la pittura ad olio si mescola con il digitale attraverso la sovrapposizione di tecniche. La restituzione è un’immagine distorta che lascia percepire i rimandi alla pittura e ai suoi soggetti legati alla tradizione ma con un’apertura verso il virtuale che ne conferisce una lettura completamente nuova. Con l’installazione a pavimento, Federico Polloni (Treviso, 1991) ci permette di accedere al suo mondo metafisico fatto di volumi, neon ed oggetti che compongono un paesaggio sospeso. I lavori su tela completano quest’atmosfera che mira a raccontare il presente con uno sguardo al futuro secondo un concetto di distopia tecnologica, che vede nella fusione di tecnologia e scienza la sua natura.

BIO

Cinzia Campolese (Lanciano (CH), 1987) è un'artista di origine italiana che vive e lavora a Montreal(CA). La sua pratica comprende installazioni, sculture, video e stampe. Lavorando su diverse scale, indaga i concetti di percezione e coscienza dello spazio in ambienti sia digitali che fisici.Dopo aver completato gli studi in arte e design a Firenze, si è trasferita a Parigi, dove nel 2012 ha co-fondato il collettivo "IF'", lavorando su progetti di architettura e installazioni di arte digitale. Tre anni dopo ha iniziato la produzione di creazioni proprie e nel 2016 si è trasferita a Montreal dove ha sviluppato la sua carriera artistica.
Le sue opere sono state esposte in istituti, gallerie ed eventi culturali come il Goethe Institut (Montreal), lo spazio B39 (Seoul), la Wood Street Gallery (Pittsburgh), la Biennale Chroniques (Marsiglia), galleria Adiacenze (Bologna), Stereolux (Nantes), il Centre Wallonie-Bruxelles (Parigi), galleria Livart, l'Eastern Bloc, il Phi Center e Mutek (Montreal).
I suoi progetti sono stati pubblicati su L'Œil, Vice, Aesthetica Magazine, Gallerytalk, Juliet Art Magazine, Archdaily, Fubiz ed è stata inclusa nel libro di Exibart "222 artisti emergenti su cui investire" 2019.

Pietro Catarinella (Roma, 1983) vive e lavora a Milano. Architetto di formazione, porta a compimento il Master in fotografia contemporanea presso la Central Saint Martins di Londra nel 2014. È in questo momento che definisce la sua pratica artistica: una ricerca dalla genesi digitale che si interroga sui cambiamenti della realtà e della rappresentazione visiva nell’era di Internet, dei social network e dei new media. Tra il 2015 e il 2018, il suo lavoro è stato esposto a Londra (East London Photography Festival, Green Arcola Gallery e Ashurst Ermerging Artist Gallery), in Cina (Pingyao International Photography Festival), in Lituania (AV17 Gallery), a Roma (Mattatoio / Macro Future e Temple Gallery), e a Madrid (Nadie, Nunca, Nada, No). Nel 2018, è finalista al Ashurst Emerging Artist Prize. Durante la residenza a Vir Viafarini-in-residence, la sua pratica artistica evolve in un’indagine sulla relazione tra il digitale e lo spazio fisico, e viene invitato da Bruno Barsanti a The Others Art Fair (Torino). Nel 2019 realizza diverse installazioni site-specific tra cui ‘Cave of Forgotten Dreams’ (Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma) e ‘Google’s Decalogue’ (Spazio Gamma, Milano). Il suo lavoro vince il premio Ora 2019, viene selezionato al ‘Lumen Prize’ di Londra (2017 e 2019), e del Premio Francesco Fabbri (2019).
Nel maggio 2020, è parte di Studio Visit – 30 artisti per 30 giorni, una mostra virtuale ideata dalla Fondazione Pini, pubblicata poi in un volume dalla Studio Boite Edition. In ottobre dello stesso anno, fonda Armenia Studio, un progetto di spazio ibrido comprendente 7 studi condivisi e una Project Room. Da Marzo a Giugno 2021, prende parte a due bi-personali, la prima nella PROMETEOGALLERY di Ida Pisani, accompagnata da uno testo critico scritto da Mauro Zanchi, la seconda nello spazio Concordia II (Milano), collaborazione tra la stessa PROMETEOGALLERY e Vir Viafarini-in-residence.

Federico Polloni (Treviso, 1991) Vive e lavora a Venezia.
Si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2021 con i prof. Aldo Grazzi e Carlo Di Raco. Partecipa a numerose esposizioni internazionali, tra le più recenti: Wopart fair Svizzera; Venice Time Case progetto a cura di Luca Massimo Barbero, Unlikely a Palazzo Mocenigo Venezia. Nel 2020 fonda l’associazione culturale Acromo con sede a Venezia, dedita alla promozione dell’arte contemporanea nel territorio veneziano. Nello stesso anno apre un Lab Space condiviso Casablanca_studio_ con sede a Venezia. Nel 2021 collabora alla realizzazione del primo festival indipendente open studio che coinvolge giovani artisti emergenti che operano a Venezia (Venice Indipendent Art Scene).

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ARTISTI

Cinzia Campolese,Pietro Catarinella e Federico Polloni

Opening NP Viewing Room a Milano

21.09 — 26.10.2022


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In occasione dell’inaugurazione del nuovo
spazio NP-Viewing Room a Milano

NP-ArtLab è lieta di presentare una selezione di opere di alcuni artisti del progetto Venice Time Case

NP-Viewing Room
Corso Monforte 23, Milano


*Spazio espositivo privato
Per maggiori informazioni: info@npartlab.com


NP ArtLab coglie l’occasione per annunciare l’apertura di un nuovo spazio in corso Monforte 23, a Milano. Nello spazio milanese saranno esposte opere di alcuni degli artisti presenti nella mostra “Venice Time Case” a Padova per creare una connessione tra i due spazi.

Np ArtLab nasce come progetto dedicato alla ricerca e alla promozione di pratiche d’arte visiva contemporanea e mira al sostegno e alla valorizzazione di artisti emergenti, mid-career e storicizzati. La programmazione contempla esposizioni ideate sul dialogo tra linguaggi differenti di artisti affermati e appartenenti al panorama contemporaneo emergente con eventi in presenza ed online.

L’iniziativa è ideata da Neri Pagnan (NP), appassionato collezionista e dealer nel mercato secondario, che partendo da un collezionismo di artisti storicizzati del Novecento, amplia la sua visione avvicinandosi in un secondo momento ad artisti contemporanei italiani ed internazionali. Questo gli ha permesso di evidenziare quanto i due mercati, lo storico e il contemporaneo, siano diversi ma allo stesso modo interconnessi e di come le opere di artisti emergenti abbiano spesso uno sguardo al passato, ai maestri del Novecento o facciano riferimento a periodi precedenti. Np ArtLab in questo senso cerca di creare ed interpretare il dialogo estetico e concettuale che coesiste tra artisti di diverse generazioni avvalendosi di supporti critici e curatoriali.

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ARTISTI

Beatrice Alici, Giulia Maria Belli, Federico Borroni, Giorgia Agnese Cereda, Fabio De Meo, Andrea Grotto, Manuela Kokanovic, Luca Marignoni, Margherita Mezzetti, Cristina Porro, Carolina Pozzi, Filippo Rizzonelli, Mattia Sinigaglia, Maddalena Tesser, Sophie Westerlind, Francesco Zanatta.

Venice Time Case

16.09 — 08.10.2022


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VENICE TIME CASE


5 valigie in viaggio per l’Italia e l’Europa, 50 opere, 50 artisti da Venezia e dalla sua terraferma.

NP ArtLab è lieta di presentare Venice Time Case, terza tappa di un progetto di viaggio delle immagini a cura di Luca Massimo Barbero. Dopo Milano e Parigi, cinque valigie Fly Case trasporteranno a Padova cinquanta opere realizzate da altrettanti artisti contemporanei emergenti di area veneziana Le valigie e le opere viaggeranno in Italia e in Europa, verso le successive tappe di un’esposizione che culminerà con la loro acquisizione da parte di un museo d’arte contemporanea.
Nato da un’idea di Luca Massimo Barbero, Venice Time Case rientra perfettamente nella visione di Neri Pagnan, appassionato collezionista padovano e fondatore di NP-ArtLab, ed è in linea con la sua naturale connessione con il territorio e con la nuova scuola veneziana. NP-ArtLAb è un progetto a sostegno degli artisti contemporanei, in particolari italiani, che mira a raccontare il dialogo estetico e concettuale che coesiste tra artisti di diverse generazioni e che si avvalgono di media differenti.
“Un viaggio senza strategie se non quella di conoscere e di incontrare, scoprire, come nei viaggi veri. Cosa di meglio che ideare cinque valigie, ognuna delle quali contenente dieci tavole, e chiedere agli artisti di creare una loro visione da rinchiudere come una bestia in gabbia o un oggetto delicatissimo per poterli far viaggiare agilmente, mostrarli “dal Vero”, ovunque, lontano da Venezia anche se alla laguna sempre legati?” racconta Luca Massimo Barbero.

Le opere, tutte dello stesso formato, realizzate sullo stesso supporto ed esposte per la prima volta in formato fisico, si relazionano in modo simbiotico con il formato Instagram, dove il progetto ha avuto origine come quella che un tempo sarebbe stata considerata una “rassegna”.

Libero da scelte commerciali e da fini di lucro poiché finalizzato a garantire visibilità itinerante e internazionale agli artisti partecipanti, Venice Time Case è un ‘luogo’ in movimento dove far incontrare e ritrovare artisti che lavorano in gruppo, in studi condivisi, con esperienze collettive o isolate. È un’idea che nasce per far parlare in un contesto internazionale della "nascosta vitalità dell’arte nell'ampia città tra terra e mare”. 

Venice Time Case è accompagnato da un catalogo pubblicato da Marsilio Editori e ideato dal graphic designer Leonardo Sonnoli, esperto in identità̀ visiva per istituzioni culturali che vanta collaborazioni con la Biennale di Venezia, Palazzo Grassi, il Centre Pompidou di Parigi e la fiera Artissima di Torino, oltre a numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Merit Award of the Art Directors Club New York (USA) e due Compasso d’Oro nel 2011 e nel 2018.

NP ArtLab coglie l’occasione per annunciare l’apertura di un nuovo spazio in corso Monforte 23, a Milano. Nello spazio milanese saranno esposte opere di alcuni degli artisti presenti nella mostra Venice Time Case a Padova per creare una connessione tra i due spazi.



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Artisti:
Beatrice Alici, Runo B., Luisa Badino, Giulia Maria Belli, Mattia Bertolo, Nicola Bertolo, Giovanna Bonenti, Federico Borroni, Francesco Casati, Nina Ceranic, Giorgia Agnese Cereda, Francesco Cima, Damiano Colombi, Jonathan Colombo, Oscar Contreras Rojas, Celeste Dalla Libera, Veronica de Giovanelli, Fabio De Meo, Elena Della Corna, Chiara Enzo, Nicola Facchini, Bruno Fantelli, Silvia Faresin, Lorenzo Fasi, Massimiliano Gottardi, Andrea Grotto, Manuela Kokanovic, Giulio Malinverni, Luca Marignoni, Margherita Mezzetti, Marta Naturale, Edison Pashkaj, Federico Polloni, Cristina Porro, Carolina Pozzi, Barbara Prenka, Paolo Pretolani, Filippo Rizzonelli, Pierluigi Scandiuzzi, Mattia Sinigaglia, Massimo Stenta, Danilo Stojanovic, Maddalena Tesser, Sulltane Tusha, Riccardo Vicentini, Leonardo Wei, Sophie Westerlind, Francesco Zanatta, Maria Giovanna Zanella e Federica Zanlucchi.

Spazi espositivi privati
NP ArtLab
Vicolo dell’Osservatorio 1/C
35122 - Padova (PD)
NP Viewing Room
C.so Monforte 23
20122 - Milano (MI)

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35139 - Padova | Padua (PD)
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