NP ArtLab per Flashback 2026 propone un progetto espositivo che fa dialogare una selezione di opere del giovane artista Leonardo Dalla Torre con un nucleo di lavori storici contemporanei.
Proprio in virtù di questo confronto tra epoche diverse, la proposta prevede di accostare, in specifici affondi visivi, i dipinti di Dalla Torre a opere storiche, ad esempio un ritratto di Massimo Campigli e uno di Lara Favaretto. Questo accostamento mira a innescare una riflessione speculare, dimostrando come l'arte proceda da sempre per stratificazioni e sguardi retrospettivi. Volgersi all'indietro, tradire la fonte per riappropriarsene, non è un esercizio nostalgico, ma una pratica attiva e necessaria per reinventare, interpretare e dare corpo alla visione contemporanea. Il percorso sarà inoltre arricchito da importanti testimonianze storiche che ne integrano l'estetica e la potenza materica, come nel caso del capolavoro “Nero sopra giallo” di Umberto Mastroianni, un omaggio al gruppo CoBra di Galizzio, ecc…
Leonardo Dalla Torre (Venezia, 1995) sviluppa una ricerca pittorica incentrata sulla figurazione e sul ritratto, intesi non come semplici riproduzioni del reale, ma come territori di indagine psicologica ed esistenziale. I suoi soggetti attingono simultaneamente dall'iconografia della Storia dell'Arte e da stimoli strettamente legati alla contemporaneità. Alienando le distanze cronologiche e contestuali, il pittore unifica i caratteri espressivi del corpo e della carne, mettendone a nudo i "sintomi" e le fragilità. La sua è una pittura densa, che evoca l'incombenza di una calamità latente e sospende l'immagine in uno stato di deflagrazione perpetua. Questo cortocircuito temporale si riflette direttamente sulla scelta delle fonti: le opere di Dalla Torre nascono spesso dall'isolamento di dettagli monumentali estrapolati dai grandi maestri del passato – come Leonardo da Vinci o Guido Reni – che vengono poi fatti reagire con suggestioni letterarie e cronache del nostro tempo. Ne è un esempio il dialogo sotterraneo con testi cardine come Cecità di José Saramago, da cui l'artista mutua l'idea di un'umanità esposta, colpita da un'alterazione improvvisa che ne scardina le certezze.
La selezione finale delle opere e degli artisti storici inseriti nel progetto sarà ultimata in corso d'opera, mantenendo come criteri guida la coerenza concettuale del percorso e la rigorosa armonia estetica dello stand.
29 ottobre - 1 novembre
Flashback 2026 - Corso Giovanni Lanza 75, Torino
2° piano
Stand 42
