Alighiero e Boetti
Voli pindarici
Genesi di un’opera

12.04 – 31.05.23


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ALIGHIERO E BOETTI

VOLI PINDARICI
Genesi di un'opera


A cura di Guido Fuga
Da un’idea di Diego Fuga
Opening 12/04/2023 h 17:00 > 20:00
12/04 > 31/05/2023*

Martelli Fine Art in collaborazione con NP-ArtLab
Corso Monforte 23
Milano

*Spazio espositivo privato
martedì -giovedì, 12.00 - 19.00
O su appuntamento

Per maggiori informazioni:
info@npartlab.com
francesca@martellifineart.com


«[…] cieli blu dove volteggiano centinaia di aeroplani […], porta una ventata di geniale pazzia. Non c’è titolo e gli autori sono sdoppiati, anzi triplicati; Alighiero, Boetti e Fuga» scrive Maurizio di Puolo nell’articolo Alighiero Boetti & Guido Fuga apparso su “Il Messaggero” il 2 dicembre 1977.
Alighiero Boetti inizia una corposa serie di carte che rappresentano gli aeroplani in quell’anno, eseguiti in diverse versioni utilizzando la matita, l’acquerello e la biro su carta.
Come per altre opere, Boetti si avvale di un rapporto di collaborazione questa volta con il disegnatore e architetto Guido Fuga, prezioso e stretto collaboratore del celebre fumettista Hugo Pratt.
In questa serie concepita ed eseguita con Fuga, Boetti ci permette di accedere ad aspetti fondamentali della sua poetica quali la percezione tra mobilità e stabilità, fra mondo finito ed infinito che trovano spazio all’interno di una composizione di elementi figurativi disegnati in negativo sopra ad un cielo colorato in modo monocromatico. L’osservatore è spinto ad addentrarsi in questo universo in bilico tra reale ed immaginario con leggerezza, riportandoci indietro nel tempo in una dimensione ludico che è proprio della fantasia dell’infanzia fino a raggiungere una profondità di significati basati sul connubio-contrasto fra ordine e disordine.
La mostra ci permette di andare a ritroso a riscoprire il processo creativo e la collaborazione tra Boetti e Fuga: quest’ultimo ci consente di avere accesso al personale archivio che si compone di bozzetti su carta, materiali preparatori per la realizzazione della serie Aerei, posters, inviti cartacei e fotografie relative a quel periodo. Questi lavori vengono presentati in modo totalmente inedito e non sono mai stati raccolti all’interno di un percorso espositivo. Tra le opere Aereo su biro nera del 1977, tra i primissimi, se non addirittura il primo realizzato dal connubio Boetti-Fuga. A conferma dello spirito di Boetti di apertura ai rapporti di collaborazioni in mostra alcuni lavori nati dai rapporti con Alitalia, Twinings e Austrian Airlines (progetto Cieli ad Alta Quota, set da 6 di puzzles ideata in collaborazione con Hans Ulrich Obrist).
“Voli pindarici” è strettamente legato ad un concetto di sconfinamento inteso come viaggio reale ma soprattutto di fantasia, che sostituisce la mobilità fisica con quella dell’immaginazione: gli Aerei in primis, ma anche i raffinati lavori postali in mostra, affini alla mail art concettuale americana. L’idea di partenza, ma anche di ritorno, emergono all’interno di queste buste abbondantemente affrancate che dilatano il senso del tempo e dello spazio. Sulle buste scritte a mano indirizzi legati alla famiglia Boetti creano una connessione con un’altra opera in mostra dal profondo legame sentimentale, che presenta un gioco di numeri legati alle date di nascita della famiglia, il 15 e il 16, e in secondo piano un fondo di aeroplani che vagano nel blu.

Biografie
Alighiero Boetti
(1940-1994) – o Alighiero e Boetti come si firma a partire dal 1971 – nasce a Torino dove esordisce nell’ambito dell’Arte Povera nel gennaio del 1967. Nel 1972 si trasferisce a Roma, contesto più affine alla sua predilezione per il Sud del mondo. Già l’anno precedente ha scoperto l’Afghanistan e avviato il lavoro artistico che affida alle ricamatrici afghane, tra cui le Mappe, i planisferi colorati che riproporrà lungo gli anni, come registro dei mutamenti politici del mondo. Artista concettuale, versatile e caleidoscopico, moltiplica le tipologie di opere la cui esecuzione - in certi casi - viene delegata con regole ben precise ad altri soggetti e altre mani, assecondando il principio del ‘la necessità e il caso’: così le biro (blu, neri, rossi, verdi) in cui la campitura tratteggiata mette in scena il linguaggio; così i ricami di lettere, piccoli o grandi, e multicolori; o i Tutto, fitti puzzle in cui si ritrovano silhouette eterogenee tra cui sagome di oggetti e di animali, immagini tratte da riviste e carta stampate, e molto altro, davvero ‘tutto’. Ci sono inoltre i Lavori postali giocati sulla permutazione matematica dei francobolli, l’aleatoria avventura del viaggio postale e la segreta bellezza dei fogli contenuti nelle buste. Un altro settore dell’opera di Boetti, di mano inconfondibilmente sua, offre nei primi anni 70 tanti ‘esercizi’ su carta quadrettata, basati su ritmi musicali o matematici; successivamente su carta, composizioni leggere in cui scorrono schiere di animali memori della decorazione etrusca e pompeiana. Il tempo, il suo scorrere affascinante e ineluttabile, è forse il tema unificante della pluralità tipologica e iconografica di Boetti. Alighiero Boetti ha esposto nelle mostre più emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969) a Contemporanea (1973), da Identité italienne (1981) a The Italian metamorphosis 1943-1968 (1994). E’ più volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale nell’edizione del 1990, un omaggio postumo nel 2001 e con un’ampia mostra alla Fondazione Cini nella recente edizione del 2017. Tra le mostre più significative degli ultimi anni è stata realizzata la grande retrospettiva Game Plan in tre prestigiose sedi (il MOMA di New York, la Tate di Londra, il Reina Sofa di Madrid). Dell’ampio corpus di opere molte sono conservate in diverse sedi museali italiane ed internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, Stedelijk Museum, il MOCA di Los Angeles, ecc). La sua opera nonché la sua figura d’artista hanno fortemente influenzato la generazione successiva e gli artisti di oggi, in Italia e nel mondo.

Guido Fuga (Venezia 1947) nel ‘68, studente di architettura, incontra Hugo Pratt, e inizia la collaborazione, i così detti effetti speciali: fondi, aerei, giunche, treni, autoblindo che continuerà fino alle ultime storie. Fra il ‘70 e il ’73 va per due volte fino in India con il mitico Volkswagen, il secondo viaggio dura 6 mesi, quando l’Afghanistan era governato dal re ed era il paradiso degli hippies. Nel 1977 incontra nell’appartamento di fronte al suo (era destino) ospite dell’amico Gianni Michelagnoli, l'artista Alighiero Boetti, anche lui innamorato dell’Afghanistan, ci era andato nel ’71 e aveva preso a Kabul l”One Hotel” piccolissimo albergo di un’unica stanza. In una notte di fumi e storie nasce l’idea di collaborazione e realizzano l'opera " Aerei ", poi negli anni ottanta la serie di acquerelli sullo stesso tema " Cieli ad alta quota “. Collabora per un breve periodo con il settimanale satirico “IL Male”, la meglio gioventù.
Cura la mostra antologica di Pratt al Grand Palais e ne organizza l'allestimento; dopo Parigi segue Milano, Venezia, Roma, Napoli e Buenos Aires per “Italiana 86”.  Collabora con Mario Schifano ad una collezione di tappeti eseguiti in India, paese che continua a frequentare e dove oltre che tappeti fa eseguire dagli artigiani di Udaipur tavoli a tarsia marmorea. Dopo la morte di Hugo Pratt nel 1997 con " Lele " Vianello, realizzano " Corto Sconto" la guida di Corto Maltese a Venezia per le edizioni “Lizard” e in francese per “Castermann”, seguirà "Navigar in laguna fra isole fiabe e ricordi" con “Mare di Carta” e “Marco Polo, testimonianze di un viaggio straordinario” con “Linea d’Acqua”. Nel 1999, per qualche mese, collabora con le copertine della trasmissione “Sgarbi quotidiani”. Nel 2003 per RAISAT Gamberorosso con il collega Lele Vianello curano dieci puntate sui percorsi del loro libro “Navigar in Laguna”, poi realizzano il libro a fumetti “Le Ali del leone” in collaborazione con la rivista dell’Aeronautica Militare, sempre con Lele nel 2010 segue la storia “Cubana”, fumetto ispirato al maestro Pratt. Nel 2018 ecco l’agenda del “Merchant of Venice” con gli acquerelli sul viaggiatore alla ricerca  delle essenze più preziose. La mostra del Profumo illustrato è stata presentata a Palazzo Mocenigo a Venezia. Partecipa con un progetto alla collezione di tavoli d’artista “Essenza di marmo” di Cleto Munari nel 2021. Nel 2023 ha creato 30 tavole sul fantastico viaggio di Nicolò Manucci che saranno presentate al palazzo Vendramin Grimani nella mostra dedicata al viaggiatore veneziano dal 29 aprile.




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